Description

Dalla prima applicazione con teste Vinten Radamec FHR-35 allo Studio 4 con pedestal Vinten Radamec Quattro-SE

Il progetto è stato sviluppato a valle dell’esperienza condotta nel 2013 con il primo studio in realtà aumentata realizzato a SKY Milano Santa Giulia e utilizzato per i programmi pre e post gara della stagione di F1 e per i commenti alle partite della stagione tennistica internazionale.

Il primo studio, realizzato sempre da Trans Audio Video con tecnologia Vinten-Radamec FHR-35VR ha consentito di affinare la progettazione della grafica, l’interazione dei talent con gli oggetti sintetici, e anche la definizione dei movimenti ideali per le camere. Nell’implementazione dello studio erano difatti presenti soltanto due punti di vista statici, controllabili solo negli assi Pan Tilt Zoom e Fuoco. Dunque la virtualizzazione sovraimpressa alla scenografia reale non poteva essere esplorata prospetticamente. Successivamente, durante l’estate 2013, sono state invece effettuate prove con un pedestal Vinten Radamec Quattro-SE e una testa fluida Vinten Radamec Vector 750i a controllo manuali, ma encodati su 7 assi: Pan, Tilt, Zoom focus, elevazione, X, Y. Tale pedestal inserito nello stesso ambiente dello studio descritto ha consentito di esplorare prospetticamente gli oggetti sintetici renderizzati con un indubbio miglioramento sia del ritmo narrativo che della spettacolarità delle immagini.

Una volta deliberata la tecnologia i lavori sono proseguiti nel nuovo studio in Augmented Reality (AR) realizzato in tempo utile per poter ospitare la programmazione a contorno delle olimpiadi invernali di Sochi tenutesi durante il mese di Febbraio 2014.

Per l’applicazione sono stati dunque integrati in studio 3 pedestal Quattro-SE + Vector 750i connessi ad altrettanti VR Engine Vizrt. I sistemi sono stati completati con camere Grass Valley LDX-80 e da ottiche Canon HDXS (2x HJ21ex7.5 B-IASE e 1x HJ14ex4.3 B-IASE) sempre integrate da Trans Audio Video.
Nell’implementazione pratica, i pedestal devono interagire con il pavimento e con lo stile operativo dei cameraman. Entrambi gli aspetti sono stati oggetto di una ricerca di tipo Trial & Error, con la sperimentazione di diversi materiali e di diverse tecniche operative.

Un pavimento troppo morbido non permette ai pedestal di cambiare direzione facilmente e di essere spostato in modo fluido. Tutto ciò concorre al rapido accumulo di errori da parte degli encoder coassiali alle ruote del dolly e, infine, ad una traslazione dell’oggetto sintetico rispetto alla scenografia reale.
Viceversa, un pavimento troppo rigido e con scarso grip, pur migliorando la facilità di spostamento dei pedestal ne favorisce tuttavia lo slittamento delle ruote in fase di cambio rapido di direzione. Il giusto compromesso è stato dunque realizzato raccordando la caratteristica superficiale del pavimento con lo stile operativo.
Successivamente all’evento olimpico, lo stesso studio è stato riattrezzato per ospitare la programmazione relativa alla stagione di F1-2014 e quella Moto GP-2014.

Per l’occasione si è voluto sperimentare anche la possibilità di realizzare monitor virtuali in grado di essere inquadrati e renderizzati scalandoli automaticamente al variare del punto di lavoro della camera nello spazio tridimensionale. Ciò avrebbe richiesto, teoricamente, l’introduzione di grandi pannelli verdi/blu per Chroma-key posti sulla parete principale della scenografia, ma la vicinanza di quest’ultima con le postazioni dei talent rendeva l’approccio difficoltoso per le note problematiche legate al chroma-spill, nonché ulteriori difficoltà legate ad un’illuminazione appropriata delle diverse componenti. Trans Audio Video ha allora avanzato con successo la proposta di testare la tecnologia Reflecmedia, che è invece duale rispetto al classico fondale colorato per Chroma-key. I pannelli sono realizzati con il tessuto retro-riflettente Chromatte, di colore grigio metallico all’occhio, ma la fonte di colorazione Blu/Verde è invece posta coassialmente a ciascuna ottica zoom installata sulle telecamere in studio nella forma di un anello di led.
Il metodo consente grande libertà di illuminazione dello studio, al punto di consentire anche un’illuminazione minima dalla quale spiccano, evidentemente, i chroma key in un effetto scenograficamente molto spettacolare. Lo studio oggi lavora a pieno ritmo con grande soddisfazione di SKY Italia, ed offre programmi in cui il contributo AR si armonizza alla perfezione con la parte reale della conduzione e della scenografia.